Voglio condividere una respirazione che ho imparato tanti anni fa in India e che a me serve molto nei momenti di stanchezza e confusione. Il maestro che me l’ha insegnata la chiamava “la respirazione dei 3 chakra” e prende in considerazione il 2°, il 4° e 6° chakra, rispettivamente il chakra sacrale, fulcro dell’energia emozionale, il chakra del cuore, centro dell’amore inteso nella sua concezione più ampia e il terzo occhio, che rappresenta l’intuito, la saggezza.

Questa respirazione aiuta a  ritrovare un senso di calma e tranquillità, ad avere più chiarezza mentale e sentirti più sereno.

Lavora a livello sottile su vari piani energetici e, per quanto riguarda la respirazione profonda dello yoga, si praticano quella diaframmatica, toracica e clavicolare. Si pratica anche la ritenzione a polmoni pieni, una fase statica del respiro, tecnicamente chiamata “kumbhaka“, che rappresenta uno stato di sospensione per energizzare il sistema nervoso, controllare il flusso dell’energia, calmare la mente, sperimentare un senso di quiete profonda.

Ti spiego come come si pratica.

Inizia con porre le mani appena sotto l’ombelico (all’altezza del 2° chakra), poi sul petto (sul 4° chakra) e infine incrociale dietro la testa (all’altezza del 6° chakra).

Quando le mani saranno sul 2° e  4° chakra inspira con il naso, trattieni l’aria per 10 secondi o 10 “om” ed espira sempre dal naso. Quanto le mani saranno incrociate dietro la testa, all’altezza del 6° chakra, ispira dal naso, trattieni l’aria 10 secondi o 10 “om” ed espira dalla bocca. Fai in modo che l’espirazione sia più lunga dell’inspirazione e che ti serva per lasciare andare tensioni, brutti pensieri e ciò che non ti appartiene più. Butta tutto fuori da te! Se ti può essere d’aiuto, inizialmente conta fino a 6 “om” quando inspiri e fino a 9 “om” quando espiri.

Ripeti questa respirazione per tre volte su ogni chakra, al termine riporta le mani comodamente appoggiate sulle ginocchia, riprendi il ritmo spontaneo del tuo respiro e sperimenta le sensazioni che provi nel momento in cui ti ascolti.

Ripeti questa respirazione più volte al giorno e anche prima di andare a dormire per staccare dai pensieri della giornata.

IL CONTEGGIO IN “OM”

Colgo l’occasione per parlare del mantra “om che spesso viene utilizzato come misura per scandire il tempo della respirazione: un “om” equivale ad “un secondo”.

Il mantra “Om” rappresenta il suono della creazione, la connessione con l’universo e ciò che ci circonda. Gli antichi saggi dicevano che se sulla Terra non ci fosse nessun rumore si sentirebbe soltanto il suono “Oooommmmmmm” 😇 Non lo trovi affascinante? Esiste un suono che ci unisce alla creazione, una connessione ancestrale con gli esseri divini. Ripetere “om” spesso può apparire come un gioco…. bene, ti invito a giocare! Divertiti come un bambino che crede ancora nella magia dell’astrale e immaginalo come un richiamo alle tue origini. Mentre lo pronunci concentra la tua attenzione sulla vibrazione del petto e della nuca: non cantarlo, lascia che la voce esca dal diaframma soave e decisa. Sperimentandolo, man a mano, ti accorgerai che già conoscevi questa vibrazione presente in te fin dalla notte dei tempi.

Il mantra “Om” è il primo tassello di un puzzle gigantesco chiamato Yoga, che comprende molta saggezza ma anche tanta sperimentazione di te stesso. Buon scoperta!

Namaste ♥

♥ Eleonora 

 

 

 

libera

Uno dei quattro cammini principali dello yoga è chiamato Bhakti Yoga, lo yoga del cuore, dell’amore e del perfezionamento verso noi stessi e verso gli altri.

In questo particolare periodo storico dobbiamo coltivare proprio la devozione, intesa come un vero e diretto rapporto con il divino, dentro e fuori di noi.

E’ un’opportunità per lasciare andare tutto ciò che riguarda il mondo esterno e portare l’attenzione nel nostro sacro Io. E’ un’ occasione per allenarci ad esplorare ed apprezzare ciò che abbiamo nel profondo, la nostra essenza di luce.

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